La comunicazione come strumento di dialogo interculturale: web radio e DVD - Associazione Equatore

News — By labcom on luglio 14, 2009 at 12:49

Ecco il progetto dell’Associazione Equatore!

Equatore è una associazione  di volontariato, composta da cittadini italiani e stranieri, nata a Castiglione delle Stiviere nel 1996.

L’attività dell’Associazione riguarda la promozione di azioni che favoriscano l’integrazione multiculturale e la gestione, in convenzione con il distretto di Guidizzolo, dello Sportello Stranieri.

Dalla fine del 2007 alcuni adolescenti di diverse provenienze hanno cominciato, autonomamente, ad incontrarsi presso la sede di Equatore, creando così uno spazio  tutto loro dove appunto ritrovarsi, stare insieme e…”fare gruppo”. L’energia che caratterizza la loro fascia d’età (15-20), l’esperienza comune della migrazione e la condivisione delle piccole e grandi problematiche connesse ad essa, sono elementi che hanno contribuito all’idea della progettazione di uno “Sportello d’Ascolto” per giovani neo arrivati nel paese di Castiglione.

L’incontro con il Centro di Educazione Interculturale della Provincia di Mantova e Radio Base ha ampliato, poi, le idee dei ragazzi, dando loro la possibilità di pensare alla creazione di un sito web, una web radio e alla collaborazione con la redazione di Smarties (giornalino dei ragazzi delle seconde generazioni-G2 nato in collaborazione con il Centro di Educazione Interculturale della Provincia e l’Istituto Bonomi Mazzolari).

Il gruppo di ragazzi di Equatore si servirà delle strutture di LabCom e del contributo ottenuto attraverso il bando per appunto mettere in pratica tutte le loro idee legate all’ambito della comunicazione: guardare e raccontare la realtà dal punto di vista di un giovane migrante, può contribuire ad abbattere pregiudizi che si creano quando una persona straniera e visto solo ed esclusivamente attraverso gli stereotipi..

L’obiettivo dei ragazzi è quindi quello di sfruttare al massimo le potenzialità offerte da LabCom , dando vita ad un sito web per l’Associazione, una web radio, e la creazione di DVD da allegare a Smarties, con la cui redazione verranno pensati e progettati..

L’aspetto innovativo del progetto consiste nell’utilizzo della comunicazione come strumento di mediazione interculturale . L’uso di strumenti comunicativi audio e video facilita  il rapporto tra giovani migranti e giovani autoctoni e valorizza  le potenzialità indotte dalle “diversità” in un  mondo sempre più interrelato, al fine di favorire il cambiamento di relazioni collettive e individuali. L’Associazione intende  porsi come capofila di una rete che, attraverso strumenti particolarmente graditi ai giovani,  raccolga i contributi presenti sul territorio mantovano  favorendo così il potenziamento di quella sinergia necessaria per favorire  cittadinanza attiva e partecipazione.

Per maggiori informazioni sull’associazione seguite il link!

Ecco il programma preciso degli incontri!

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    1 commento

  • avatar Laura Tussi scrive:

    LA DIMENSIONE EDUCATIVA DELLE DIFFERENZE

    di LAURA TUSSI

    La scuola ha il compito di educare al rispetto delle diversità culturali, promuovendo una diffusa conoscenza e coscienza multilaterale.
    Questo significa costruire progetti educativi finalizzati a prevenire il sorgere di mentalità etnocentriche e intolleranti nei confronti delle differenti culture, per poter raggiungere l’obiettivo di una mentalità internazionale.
    La scuola deve consolidare il ruolo di iniziazione a una pedagogia dell’infanzia pronta ad accogliere, rispettare e valorizzare i diversi volti antropologici, offrendosi come eccellente sede educativa di decondizionamento etnocentrico, azzerando la formazione di stereotipi, pregiudizi, assiomi e dogmatismi veicolati dai massmedia e dalla famiglia.
    Per attivare l’obiettivo di decondizionamento etnocentrico, la scuola deve evitare un modello educativo tradizionale chiuso nei confronti dell’ambiente esterno, contribuendo alla diffusione di un’educazione multiculturale, capace di condurre ai confini delle frontiere transnazionali.
    Una prospettiva aperta alle molteplici realtà etniche si è giustamente affermata nella direzione della conoscenza, del riconoscimento delle pari dignità, della valorizzazione delle diversità apportate da molteplici gruppi, minoranze, culture e religioni.
    In questa prospettiva, la diversità non viene più interpretata come mancanza e colpa, nei confronti del modello sociale dominante, ma come risorsa positiva che attinga dalla conoscenza per favorire l’inserimento del singolo individuo nel proprio e nell’altrui contesto relazionale.
    La dimensione educativa dell’interculturalità non si presenta come un oggetto formativo univoco, ma, al contrario, è un sistema complesso che prevede l’interrelazione di diverse componenti, dove l’educazione alle molteplici culture non significa solo esplorarne separatamente le specifiche dimensioni, ma intende rendere proprie le competenze nella direzione di interpretazione dell’altro da sé.
    La conoscenza e l’interpretazione delle differenze non possono limitarsi a fornire dimensioni culturali astratte e disinteressate rispetto al problema dei comportamenti concreti da assumere nei confronti del rapporto con l’altro.
    La didattica interculturale si muove nella direzione di una prassi e di una ricerca fondate e finalizzate all’intervento con la diversità, dove il momento della conoscenza, dell’interpretazione e dell’intervento costituiscono ambiti irrinunciabili della didattica aperta all’interculturalità, all’interno di un progetto educativo che deve comunque presentarsi unitario e pluridimensionale, assicurando al soggetto le nozioni, i linguaggi, gli strumenti di ricerca che costituiscono le chiavi di osservazione dei significati e della cultura dell’altro, nel compito fondamentale di integrare gli apporti delle singole prospettive di conoscenza, consentendo di interpretare l’altro nella sua complessità.
    Questa dimensione formativa è inerente alla necessità per ogni individuo di verificare strumenti per interpretare l’altro, di tipo plurilaterale e sistemico, nell’esigenza di agire con l’alterità, nella necessità per l’intera collettività di tradurre le proprie conoscenze e interpretazioni dell’altro in impegno operativo, in comportamenti finalizzati alla costruzione interattiva tra donne e uomini, rispettosa della reciproca dignità.
    La pedagogia può assumere un ruolo primario per la formazione dei principi di libertà, uguaglianza, giustizia e umanità.
    Queste idee rivoluzionarie hanno influenzato i movimenti democratici interessati alla riforma emancipatoria dell’educazione e un loro obiettivo principale è che le opportunità per la partecipazione alla vita sociale e alla gestione democratica siano uguali per tutti, senza differenze di appartenenza, di genere, di religione, di etnia.
    Il problema risiede nel convivere come soggetti di pari dignità in una società multiculturale, al fine di comprendersi e operare per la giustizia sociale e per la soluzione pacifica dei conflitti legati alla convivenza.
    Positiva è l’interpretazione pedagogica che considera lo straniero come soggetto, perché nel momento in cui l’emigrazione è realtà, divengono esigenze vitali anche la comunicazione, la comprensione, l’orientamento, l’autoeducazione nei paesi d’accoglienza ancora sconosciuti con i loro propri codici linguistici, i modi comportamentali e le forme di vita diverse.
    Il nostro quotidiano è pervaso da elementi provenienti da altre culture, ma, contemporaneamente, la popolazione endogena esprime e pratica spesso atteggiamenti xenofobi e, in alcuni casi, addirittura una notevole aggressività nei confronti di tutto quello che deriva da certe culture straniere. L’accettazione di una determinata realtà straniera e le persone che appartengono alla rispettiva cerchia culturale dipende dalla situazione socioeconomica e politica.
    I migranti e i profughi appartengono a categorie svantaggiate, a minoranze etniche, religiose e linguistiche deboli e in svantaggio a livello sociale.
    Di fronte al fenomeno dell’immigrazione, l’educazione interculturale è divenuta un nodo di riflessione imprescindibile, un argomento centrale su cui si prospetta parte rilevante del futuro dell’educazione e della convivenza democratica all’interno delle società, in quanto l’immigrazione non è più individuabile come fenomeno transitorio, ma costante della nostra civiltà e della società futura.

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